Categoria: Uncategorized

  • Cinque anni dopo il boom post COVID-19: lo stato attuale e il futuro del mercato bici

    A cinque anni dal boom pandemico, il mercato delle biciclette ha attraversato una fase di consolidamento e adattamento.

    Le aziende leader come Pon.Bike, Specialized, Giant e Cube hanno affrontato sfide diverse, influenzate da dinamiche economiche, cambiamenti nella domanda e nelle strategie aziendali.


    🏢 Gruppo Pon: Stabilità e Diversificazione

    Pon.Bike, parte del conglomerato olandese Pon Holdings, ha mantenuto una posizione solida nel mercato.

    Nel 2024, le vendite di biciclette hanno generato circa €2,1 miliardi di ricavi, contribuendo a un fatturato complessivo del gruppo di circa €9,9 miliardi Pon.

    Il gruppo Pon produce Santa Cruz, Cannondale e Focus come marchi più conosciuti.


    🚴‍♂️ Specialized: Innovazione e Crescita

    Specialized ha continuato a investire in innovazione, lanciando nuovi modelli e ampliando la propria presenza nei segmenti delle e-bike e gravel.

    Sebbene i dati finanziari specifici non siano disponibili, la continua espansione e l’introduzione di prodotti innovativi suggeriscono una strategia orientata alla crescita e all’adattamento alle tendenze del mercato.

    Sappiamo i dati di Specialized italia con un fatturato nel 2024 di  68.152.484,00 euro


    🚲 Giant: Recupero e Adattamento

    Giant, uno dei principali produttori globali, ha registrato nel primo semestre del 2025 ricavi consolidati di 32,61 miliardi di dollari, con un utile netto di 560 milioni di dollari segnando una diminuzione del 66,7% rispetto all’anno precedente.

    Nonostante ciò, l’azienda ha visto una crescita del 30% nelle vendite OEM, indicando una ripresa nella domanda.


    Cube: Sfide Logistiche e Adattamento

    Cube, con sede in Germania, ha affrontato sfide logistiche, tra cui ritardi nelle consegne di modelli 2025. Tuttavia, la sua forte presenza in Europa e la reputazione consolidata nel segmento delle mountain bike e e-bike suggeriscono una resilienza nel mercato.

    Nel 2024 Cube ha chiuso con un fatturato di 1.162 milioni di euro.


    Ho una domanda da farti!!

    Sapendo come stanno andando le aziende, il loro fatturato può incidere sulla scelta della tua prossima bici?
    Se sai che un’azienda va bene pensi che quella bicicletta in futuro sarà sempre voluta e vista in un certo modo così da non perderci troppi soldi nella rivendita avrai più intenzione di comprarla?
    O sei quel tipo di persona che studia la componentistica, le geometrie della bicicletta, guarda i test, cerca la bici migliore per la tipologia di uscite e non gliele frega dei dati finanziari dell’azienda?

    📊 Confronto tra le Aziende

    • Pon.Bike emerge come una delle aziende più stabili, grazie alla sua diversificazione e solidità finanziaria.
    • Giant mostra segni di recupero, con una crescita nelle vendite OEM.
    • Specialized continua a puntare sull’innovazione per mantenere la competitività.
    • Cube affronta sfide logistiche, ma la sua posizione consolidata in Europa le consente di affrontare le difficoltà con maggiore resilienza.

    Conclusione

    Il mercato delle biciclette nel 2025 evidenzia un panorama in evoluzione, dove la capacità di adattamento, l’innovazione e la diversificazione sono fondamentali per il successo.

    Le aziende che sapranno rispondere efficacemente alle sfide del mercato continueranno a prosperare, mentre quelle che non riusciranno ad adattarsi potrebbero affrontare difficoltà significative.

  • YT Industries: ascesa, caduta e il campione che l’ha fatta esplodere

    Le origini e la crescita

    YT Industries (Young Talent) è stata fondata nel 2006 da Markus Flossmann e Jacob Fatih.

    L’idea era quella di offrire al cliente finale bici da mountain bike (inizialmente dirt jump / freeride) con forte valore tecnico ad un prezzo molto competitivo, vendute principalmente con il modello direct‑to‑consumer.

    Qualche tappa fondamentale della sua ascesa:

    • Introduzione di modelli di grande successo come il downhill Tues, la enduro Capra, e successivamente altri modelli per trail, e‑MTB, etc.
    • Adozione precoce del canale online, con vendite che spesso “andavano esaurite” poco dopo il lancio, grazie a rapporti prezzo/prestazioni ritenuti molto convincenti.
    • Partnership significativa con private equity (Ardian) nel 2021 per espandersi, migliorare l’esperienza cliente, rafforzare il prodotto, entrare nei mercati internazionali.

    Il ruolo del pluricampione Aaron Gwin

    Aaron Gwin pose for a portrait at the UCI DH World Tour in Lourdes on April 10th, 2016

    Aaron Gwin, star del downhill, è stato ingaggiato nel team YT Mob per la stagione 2016, portando visibilità internazionale al marchio.

    Alcuni punti chiave:

    • Gwin ha vinto diverse tappe della Coppa del Mondo DH con YT, contribuendo al prestigio e all’immagine della marca.
    • La sua scelta di passare da un brand grande come Specialized a YT fu influenzata dal desiderio di avere maggiore voce nella progettazione, feedback reale, e riconoscimento personale. YT in quegli anni lasciava piena libertà a Gwin e lo ascoltava per migliorare sempre di più.
    • Questo accordo fu una pietra miliare per YT: la presenza di Gwin nel fiore dei suoi anni nelle competizioni della Coppa del Mondo conferiva credibilità, attirava attenzione, e rafforzava la percezione del marchio “che può competere contro i migliori”.

    Il punto di svolta / il crollo

    Nonostante il successo, YT ha cominciato a mostrare segni di cedimento per una serie di ragioni multifattoriali:

    1. Domanda instabile post‑COVID19– durante la pandemia la richiesta esplose, ma successivamente calò, lasciando stock elevati.
    2. Guerra dei prezzi – molti marchi abbassarono i prezzi o fecero promozioni forti per smaltire inventario, comprimendo i margini.
    3. Problemi nella supply chain – fornitori che non rispettavano i tempi di consegna o la qualità del trasporto e aumentarono i costi.
    4. Costi operativi crescenti – in particolare, la decisione di portare in-house l’assemblaggio (precedentemente molti componenti arrivavano già montati), che ha richiesto investimenti e immobilizzazione di capitale maggiore.
    5. Condizioni macroeconomiche sfavorevoli – tassi di interesse in salita, inflazione, instabilità nei mercati USA, cambiamenti normativi/doganali.
    6. Aspettative molto alte – l’azienda aveva promesso espansione, innovazione, tante novità; ogni nuovo modello produceva attesa, ma le risorse per fare tutto bene non erano sempre sufficienti.

    Tutto ciò ha portato YT nel luglio 2025 a entrare in procedura di self‑administration, una forma di ristrutturazione legale in Germania per riorganizzare debiti, attrarre investimenti, ristrutturare i costi operativi.

    Le parole preoccupanti del CEO Markus Flossmann

    Alcune frasi significative tratte dalle sue dichiarazioni:

    “Il marchio è stato colpito dal ‘contraccolpo’ che ha travolto gran parte dell’industria ciclistica dopo il COVID‑19, con problemi nella supply chain e una domanda instabile negli Stati Uniti che hanno contribuito alle nostre difficoltà finanziarie.”


    “Un fornitore chiave ci ha deluso con problemi e ritardi nelle consegne proprio nel momento in cui ne avevamo più bisogno.”


    “Siamo grati per il supporto ricevuto dai nostri partner finanziari, ma non è stato possibile ottenere ulteriori finanziamenti con la struttura aziendale attuale.”


    “Abbiamo raggiunto un punto che non riesco più ad affrontare da solo.”


    “Siamo già in trattativa con nuovi potenziali partner e siamo fiduciosi che presto torneremo sulla giusta strada.”


    “Certo, questo è un capitolo difficile nella storia di YT, ma non è la fine. Per me, è solo un reset: l’inizio di un nuovo capitolo, un’opportunità per riprendere fiato e rimettere tutto in ordine.”

    Stato attuale e prospettive

    • Molti dipendenti in Germania sono stati licenziati o sospesi per contenere i costi.
    • Il mercato USA è stato dichiarato “meno colpito”, ma l’instabilità nei costi, nelle politiche commerciali e nella domanda lo ha influenzato.
    • Ordini fatti durante promozioni flash o vendite scontate non sempre sono stati evasi, e il rimborso è diventato un tema critico con clienti in limbo.
    • YT continua a lanciare nuovi modelli anche dopo l’annuncio della ristrutturazione, tentando di mantenere attiva l’offerta al pubblico.

    Conclusione

    YT Industries è diventata grande grazie a tre elementi fondamentali: innovazione tecnica, modello direct-to-consumer che abbatte costi intermedi, e immagine costruita tramite risultati agonistici (partecipazioni e vittorie in DH World Cup, grazie ad Aaron Gwin e tutto il Team).

    Tuttavia, questi stessi elementi – aspettative alte, necessità di forte investimento, esposizione alle oscillazioni della supply chain e alla volatilità dei mercati – sono diventati il tallone d’Achille quando le condizioni macroeconomiche si sono deteriorate.

    La procedura di self‑administration non significa, almeno per ora, un fallimento totale, ma un punto di svolta. Markus Flossmann sembra determinato a riorganizzare, a cercare nuovi partner, a riportare la salute finanziaria, ma anche la fiducia dei clienti.

    Se riuscirà, YT potrà emergere più snella, più consapevole dei propri limiti, ma ancora credibile sul fronte della performance; se non riuscirà, l’ombra del fallimento sarà pesante non solo per l’azienda, ma per il modello direct‑to‑consumer nel settore bici.

    E tu cosa ne pensi? Riuscirà YT a tornare tra i grandi ? Fammelo sapere nei commenti 😉

  • Due E‑Mtb da collezione: Limited Edition a confronto

    Quando si parla di E‑Mtb da sogno, rare e “fuori dall’ordinario”, poche bici possono rivaleggiare con la S‑Works Turbo Levo 4 LTD e la Santa Cruz Bullit Podium.

    Entrambe sono pensate per chi non accetta compromessi: alti costi, componenti di prima scelta e un’attenzione estrema ai dettagli.

    Ecco un confronto che mette in luce i punti di forza, differenze e gli scenari d’uso ideali.

    S-Works Turbo Levo 4 LTD vs Santa Cruz Bullit Podium

    Motore e Potenza:

    • La Turbo Levo 4 LTD monta un Motore Specialized 3.1 da 111 Nm di coppia e 720 W di picco. Il cervello della Turbo levo è il display MasterMind TCU.
    • La Bullit Podium possiamo dire finalmente come la nuova Vala monta il motre Bosch Performance Line CX con 100 Nm di coppia e 750 Wh di picco. Potente e affidabile, ma meno “aggressivo” rispetto alla Levo.

    🔋 Batteria e Autonomia

    • Levo 4 LTD: Batteria da 840 Wh integrata + range extender da 280 WH incluso. Pensata per uscite molto lunghe fino a 5 ore.
    • Bullit Podium: 600 Wh + possibilità di aggiungere un PowerMore da 250 Wh. Autonomia buona, ma richiede range extender per reggere i ritmi dell Turbo Levo.

    🛠️ Telaio e Geometria

    • Levo 4 LTD: Carbonio FACT 11m con geometria regolabile (flip-chip + offset regolabile). Mullet (29” ant. / 27,5” post.).
    • Bullit Podium: Carbon CC con geometria MX fissa. Escursione più abbondante, pensata per chi ama la discesa.

    🧱 Sospensioni

    • Levo 4 LTD: FOX Podium Factory da 160 mm e ammortizzatore FOX Float X con sistema GENIE (fluido e progressivo).
    • Video spiegazione ammortizzatore GENIE: https://youtu.be/v29gPeYAuzI?si=B11Yw3eccwXM2dAZ
    • Bullit Podium: FOX Float X2 Factory e forcella upside-down FOX Podium da 170 mm. Set-up più orientato al gravity riding.

    ⚙️ Trasmissione e Componenti

    • Levo 4 LTD: SRAM XX Eagle Transmission AXS wireless. Freni Trickstuff Maxima (top di gamma assoluto).
    • Bullit Podium: SRAM X0 Eagle AXS T-Type. Freni SRAM Maven Silver + dischi HS2 da 200 mm.

    🔩 Ruote e Copertoni

    • Levo 4 LTD: Ruote Traverse HD carbon con mozzi Industry Nine Hydra. Copertoni Butcher GRID Gravity.
    • Bullit Podium: Ruote Reserve 30HD carbon con mozzi DT Swiss. Copertoni Maxxis DoubleDown. Molto resistenti, pensate per i trail più duri infatti hanno un peso specifico importante di 1.238 g.

    🎨 Estetica e Esclusività

    • Levo 4 LTD: Edizione limitata con finiture raffinate, componenti boutique e range extender incluso.
    • Bullit Podium: Ultra-limitata (meno di 100 pezzi al mondo), colorazione “Black Pink Splatter” e dettagli unici co-progettati con SRAM.

    ⚖️ Peso (indicativo taglia L)

    • Levo 4 LTD: ~23 kg (inclusa batteria da 840 Wh e componenti massicci).
    • Bullit Podium: ~22,3 kg. Più leggera ma con batteria più piccola.

    💰 Prezzo

    • Levo 4 LTD: € 19.999
    • Bullit Podium: € 12.999

    Non chiamiamole bici: Levo LTD e Bullit Podium sono capolavori da collezione:

    Non si tratta solo di bici elettriche per pochi, ma di autentici capolavori su due ruote.

    Sono il risultato estremo di ciò che può nascere quando l’ingegneria incontra il design.

    Ma personalmente?
    Io non le porterei nemmeno fuori casa.
    Non per paura di sporcarle, ma perché le vedo più vicine a un’opera d’arte che a un mezzo da usare.

    Le appenderei in salotto, sotto una luce soffusa, tra una fotografia d’autore e una libreria.
    Non per vanto, ma per godermi ogni curva del telaio, ogni dettaglio anodizzato, ogni scelta stilistica.

    Sono oggetti che parlano di passione, esclusività e visione.
    Più da ammirare che da pedalare.

    Purtroppo in mancanza di denaro non potrò portarti i test di queste due E-mtb 😦

    E tu cosa ne pensi, solo follia o c’è qualcosa di più? Fammelo sapere nei commenti.

  • Fox Podium: Tutta un’altra forcella.

    In un mondo dove le forcelle da enduro più conosciute sembrano tutte uguali, Fox ha deciso di capovolgere le cose. Letteralmente.
    La nuova Fox Podium è una forcella a steli rovesciati, un formato raro per l’enduro, ma pensato per chi vuole il massimo delle prestazioni in discesa.

    Disponibile in due versioni (160 mm e 170 mm), ha un peso dichiarato di circa 2.775 grammi: non leggerissima, pesa circa 700 grammi in più della forcella fox 36 che tutti noi conosciamo e molto probabilmente abbiamo anche utilizzato.

    La Podium è stata costruita per garantire rigidità e precisione anche nei trail più impegnativi.

    Ho già delle domande da farti, scrivimi la tua opinione qui sotto nei commenti!!
    Ha davvero senso su una bici elettrica ? Vale la pena spendere oltre 2.000 euro per una forcella? Scopriamo insieme pregi, difetti.

    Scorrevolezza: è tempo di Podium

    La Fox Podium si differenzia dalla cugina Fox 36 per il perno in acciaio da 20 mm, la scorrevolezza e la sensibilità maggiore che ha il rider durante la discesa perchè mangia un pò tutto e più si aumenta la velocità più questa caratteristica salta all’occhio.

    Rigidità Torsionale: prediligo la Fox 36

    Il livello torsionale però non beneficia la Fox Podium perchè non essendoci l’archetto e pesando 700 grammi in più rispetto alle Fox 36 e impossibile che abbia la stessa rigidità.

    Posso chiudere l’idraulica per la salita?

    L’ idraulica Grip X2 della  Fox Podium non ha una vera e propria chiusura detta anche “climb switch” come le possiamo trovare sulle forcelle da più da trail.

    Per ottenere una sensazione simile al lockout sulla podium bisogna andare a chiudere sia le High Speed Compression e Low Speed Compression

    ( HSC / LSC ).

    • N.B per chiudere le compressioni devi girare in senso orario quindi verso destra 😉

    Se ho un E-bike come si comporta in salita??

    Podium vs 36: sfida in salita

    La Fox Podium è più morbida e ti aiuta a passare più facilmente sugli ostacoli, il contro però è che l’avantreno è più alto quindi per evitare impennate involontarie o una maggior perdita di trazione dovrai affrontare le salite impegnative con il busto più in avanti portando così più peso all’anteriore.

    Quello che mi preme dirti è che se vuoi montare la forcella Podium su una E-bike da enduro che pesa 25 kg per quando dovrai affrontare una salita dovrai avere una posizione decisamente più attiva e questo ti penalizza la maneggevolezza nello stretto.

    Scegli la tua linea e tienila fino in fondo:

    Come tutti noi ben sappiano la scelta della linea giusta è fondamentale sia in discesa che in salita, quindi per la conclusione di questo articolo io ti dico che la mia linea l’ho scelta e sarà indirizzata sulla Fox da 36 per quanto riguarda l’Ebike e la Fox Podium per quanto riguarda la mia bici da enduro e park!!

    Voglio precisare che sicuramente proverò la Podium sulla mia bicicletta elettrica e se dovessi cambiare idea te lo farò sapere con un articolo;)

    Per prezzi e caratteristiche tecniche ti lascio il link di Fox

    https://ridefox.com/pages/podium

  • Quando il downhill chiama: Brembo risponde!!!

    Un tuffo nel passato: l’esordio del 2003 nel mondo delle Mtb.

    Brembo tra il 2003 e il 2005 aveva già sviluppato un impianto frenante pensato per il downhill.

    L’impianto era progettato da tecnici provenienti dal Motomondiale e dal motocross, con l’obiettivo di offrire una potenza e modulabilità di frenata da moto rapportata ad una bicicletta.

    Le opinioni di chi l’aveva provato ai tempi erano state entusiasmanti.

    Alta tecnologia, alti costi: la prima scommessa persa di Brembo in Mtb:

    Nonostante i giudizi tecnici eccellenti, il prezzo molto impegnativo e la scarsa rete distributiva portarono Brembo ad un flop commerciale.

    Il prodotto venne percepito dai riders più come un esperimento ingegneristico che come un componente destinato ad un utilizzatore finale.

    In Europa e in Italia la reperibilità era quasi nulla, con pochi rivenditori selezionati ed assenza di una vera e propria rete post-vendita.

    L’impianto venne distribuito principalmente negli Stati Uniti e in quantità molto limitate.

    Nuova vita per un’idea ambiziosa in collaborazione con Specialized:

    Durante le recenti tappe della Coppa del Mondo di DH gli appassionati più attenti avranno notato qualcosa di nuovo sull’impianto frenante utilizzato dal pluricampione mondiale Loïc Brunì.

    La sua Specialized montava un impianto inedito, privo di loghi visibili, conosciuto tra gli addetti ai lavori come “Project Black”.

    Le immagini scattate durante le gare della Coppa del Mondo mostravano un prototipo di impianto frenante formato da:

    • Pinza a 4 pistoncini, in alluminio lavorato al CNC (grezzo, finitura satinata).
    • Serbatoio volumetrico sul pompante, leva nera (probabilmente carbonio).
    • Pompa assiale (non radiale come freni moto)

    Sebbene non ci fosse ancora una conferma ufficiale diversi indizi portavano ad un prototipo sviluppato da Brembo in collaborazione con Ohlins.

    Ma adesso….. e’ ufficiale!!!

    Precedentemente vi ho riportato tutti i rumors che circolavano nel mondo della Mtb, non volevo svelarvi tutto subito…

    Brembo in collaborazione con Specialized entra finalmente nel mondo del downhill!!

    Il nuovo impianto frenante BREMBO si compone così:

    • pompa freno assiale che offre oltre alle due comuni regolazioni (distanza leva e corsa a vuoto) anche la regolazione dell’interasse.
    • pinza post-mount con quattro pistoni in alluminio con diametro 18 mm.
    • disco freno fisso di spessore 2,3mm, specificatamente progettato per abbinarsi alla pinza, con fascia maggiorata.

    Il tutto collegato con tubo in treccia in acciaio.

    Conclusioni.. il ritorno di Brembo: audacia o rivoluzione?

    Dopo anni di assenza e un primo debutto commerciale poco fortunato, Brembo torna a puntare sulla mountain bike con grandi ambizioni, tecnologie raffinate.

    Già solo il nome e la reputazione dovrebbero invogliarci all’acquisto ma il mercato è pronto per un freno “premium” anche nel prezzo ? E, soprattutto…

    Tu lo sceglieresti un impianto Brembo per la tua MTB? 

    Perché sì o perché no?
    Raccontamelo nei commenti: potenza assoluta, innovazione, fama del brand bastano per convincerti?

    O preferisci l’affidabilità consolidata di altri marchi storici del settore ad un prezzo più concorrenziale?

  • Dai cieli ai sentieri: DJI lancia il motore E-Mtb più intelligente di sempre ?

    L’azienda cinese DJI, leader mondiale nelle tecnologie dei droni e delle fotocamere, è ufficialmente entrata nel mondo dei motori per E-Mtb.

    DJI con Avinox entra nel mondo ebike: e’ davvero una rivoluzione ?

    Il motore DJI Avinox pesa 2,52 kg, circa 0,5 kg più leggero dei competitor full power.

    Per me questo motore ha davvero una marcia in più perchè oltre ad erogare ben 1000 Watt continui con 105 Nm in tutti i livelli di assistenza, nella modalità boost che dura 30 secondi arriva ad erogare ben 120 Nm.

    Le batterie hanno due capacità: 600 o 800 Wh.

    Il tempo di ricarica da 0% al 75% dichiarato dal produttore è di circa 1,5 ore.

    Il display è touch screen a differenza dei competitor.

    Cosa lo differenza dal motore Bosch ?

    Da esperienza personale e senza fare favoritismi ho riscontrato che il cliente medio quando compra una bici preferisce il motore Bosch.

    Adesso però il panorama dei motori E-Mtb cambierà.

    Bosch ha fatto un nuovo aggiornamento sul motore CX Gen5 che porta l’erogazione del motore da 85 a 100 Nm.

    Il motore Avinox di DJI ha un punto di forza che Bosch e gli altri competitor non hanno ancora. La vera rivoluzione non è tanto l’aver aggiunto Nm e Watt, ma l’aver messo una ruota posteriore fonica che fornisce 42 campionature ad ogni giro di ruota contro il classico magnete che campiona una sola volta agiro.

    Grazie alla presenza della ruota posteriore fonica ad alta campionatura la trazione è sorprendente specialmente sui fondi più sconnessi e scivolosi.

    Vari test fanno notare che una volta superati i 25 km/h il motore smette di erogare potenza ma la pedalata risulta sempre molto naturale.

    Non chiamiamolo solo firmware: DJI riscrive le regole del gioco.

    Il Firmware è il cervello della nostra bicicletta, ammetto che DJI ha fatto davvero un lavoro eccezionale grazie all’utilizzo di una IMU a 6 assi (3 assi lineari e 3 assi rotazionali).

    Questa IMU adatta così la potenza del motore in tempo reale per garantire una guida più controllata e una miglior trazione.

    Altra importante novità: il firmware si aggiorna facilmente attraverso l’app.

    Quali marchi ad oggi montano il motore DJI Avinox ?

    Attualmente i marchi che montano il motore DJI Avinox sono:

    • FORBIDDEN
    • MEGAMO
    • TEEWING
    • UNNO
    • AMFLOW

    Prossimamente sarà presente anche Commencal.

    A chi consiglierei di comprare biciclette elettriche equipaggiate con il motore DJI Avinox ?

    Sicuramente lo consigliere a due tipi di ciclisti:

    Per chi è “malato” di prestazioni e vuole un motore dall’anima race, molto potente e modulabile adatto a portarti al limite sui tratti di salita più impervi.

    Al ciclista medio che magari non ha tanto tempo e voglia di allenarsi, esce solo la domenica in compagnia e vuole essere il primo del gruppo ad arrivare in cima senza troppo sforzo.

    Conclusioni finali? Ci sto pensando…

    E voi ?

  • Test Focus JAM² 6.9

    400 km percorsi

    Rieccoci qui, proprio dove ci eravamo lasciati con l’ultimo articolo..

    Mettetevi comodi, ora inizierà il vero test della mia Focus Jam² 6.9, andremo a vedere nel dettaglio tutte le mie impressioni e il perchè di questa scelta!!

    Scelta fatta, ora si pedala: il mio test sulla Focus Jam² 6.9:

    Il 18/03/2025 ordino dal mio negozio di fiducia la nuova Focus Jam² 6.9, tempo due giorni la bici mi arriva a casa!!

    La monto, faccio il sag e decido di non cambiare niente, voglio provarla così come esce di fabbrica.

    Sono passati poco più di due mesi dall’acquisto, l’ho provata in vari trail, sono andato a Colazza (NO), Rive Rosse (BI), Miazzina (VB), Mottarone (VB) ecc..

    Mi piace mettermi alla prova passando da giornate molto tranquille su sentieri flow e belli larghi a giornate dove cerco i trail più ripidi e stretti possibili sia in salita che in discesa.

     Devo ammettere che ho trovato subito feeling con la Jam², è molto maneggevole essendo una bici dall’impostazione di guida corta con delle geometrie contenute essendo una E-Mtb da All’Mountain.

    Avevo qualche perplessità, ve lo dico subito:

    Inizialmente avevo il timore di non trovarmi benissimo ad esempio sui trail di Miazzina che sono parecchio ripidi con diversi salti e non c’è tanto flow, devi anticipare molto sui passaggi tecnici, non hai tanto grip con il terreno e devi stare bello alto all’entrata di quasi tutte le curve.

    Io pesando 56 Kg i quasi 26 Kg mi davano qualche perplessità visto che la mia precedente bicicletta aveva lo stesso peso e non mi sono trovato molto bene, però d’altro canto bisogna constatare che ogni bici è a sé e bisogna provare e riprovare prima di dare un giudizio.

    Non mi piaceva molto l’aspetto estetico, la batteria da 800 Wh non la rende molto appetibile a prima vista e anche i colori non mi dicevano niente di chè.

    So’ che l’occhio vuole la sua parte ma è decisamente meglio avere una bici non bellissima esteticamente ma che funziona molto bene!!

    Una scelta che nasce dal dubbio e finisce col sorriso:

    Devo ammettere che mi sono ricreduto praticamente su quasi tutti i dubbi che vi ho elencato precedentemente.

    Il lavoro eccezionale che hanno fatto i tecnici Focus sul sistema ammortizzante F.O.L.D che assorbe davvero tutto ( ovviamente se si prende la linea corretta :-), la facilità di girare la bici nello stretto tecnico è davvero impressionante.

    La scelta di montare i copertoni radiali di Schwalbe ti da’ una grossa mano e più sicurezza sui passaggi di roccia e di sabbia dove si ha meno grip, come ad esempio il trail M41 di Rive Rosse, dove il copertone radiale si deforma di più rispetto ai copertoni classici e mi ha permesso di avere maggior stabilità sui passaggi rocciosi.

    Durante la fase di discesa posso dire che non mi ha mai messo in difficoltà, perchè è una bici molto facile,bilanciata e maneggevole nonostante i sui quasi 26 kg di peso con batteria da 800 WH in taglia M.

    I freni TRP  DH-R EVO mi hanno davvero colpito, mi stanno piacendo un sacco perchè sono molto modulabili e ti permettono di avere una frenata controllata senza il rischio del bloccaggio on/off delle ruote.

    Il motore Bosch CX5 con i nuovi ingranaggi è diventato davvero fluido,abbastanza silenzioso e offre una facile conduzione di pedalata senza strappi eccessivi come si potevano riscontrare nelle versioni precedenti.

    Io utilizzo sempre il livello di assistenza AUTO, per ora non ho modificato gli altri livelli di assistenza, la batteria da 800 Wh è davvero infinita, letteralmente mi stanco prima io rispetto all’autonomia della batteria, per intenderci io riesco a fare 53 km con 2150 D+/D- e un restante di batteria del 10% circa, utilizzando per circa 10 km la modalità ECO e per il restante solo AUTO.

    Cosa andro’ a sostituire?

    – I dischi TRP a mio avviso troppo rumorosi quando si surriscaldano, opterei sui dischi della Hope oppure BCA perchè li preferisco per quanto riguarda la potenza di frenata e la rumorosità ridotta.

    – Le pastiglie, quelle originali abbinate ai dischi sono parecchio rumorose e spesso ho meno feeling con la frenata la mia scelta ricaderà sulle pastiglie BCA, la pastiglia giusta per i freni TRP è la B045.

    – Nonostante i copertoni radiali mi hanno stupito e mi sono davvero piaciuti in discesa devo dire però che li sostituirei con dei copertoni Specialized in particolare monterei un Butcher Grid Trail  mescola T9 da 2.4 all’anteriore e un Eliminator Grid Trail mescola combo T7/T9 da 2.4 al posteriore.

    Questo perchè con i copertoni Specialized mi sono sempre trovato molto bene e soprattutto in salita scorrono di più rispetto ai radiali.

    I radiali li monterò quando girerò o su terreni molto sabbiosi oppure in situazioni di bagnato

    – Tornassi indietro comprerei la Focus Jam² 6.9 con batteria da 600 Wh e il range extender da 250 Wh.

    Onestamente la scelta è ricaduta sulla versione da 800 Wh perchè il mio negoziante di fiducia mi ha fatto davvero un prezzo estremamente interessante e competitivo.

    Ringraziamenti e conclusioni finali:

    Vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine della lettura di questo test, spero che abbiate trovato la lettura interessante e che vi abbia fatto scoprire qualcosa di nuovo o solamente incuriosito.

    Per analizzare tutti i prezzi e i montaggi vi lascio qui di seguito il sito di Focus https://www.focus-bikes.com/it_it/bikes#page=1

    Ci vediamo per un prossimo articolo e soprattutto sui trail !!

  • Non è stato amore a prima vista…

    Scegliere una E-bike oggi non è facile. E’ un viaggio abbastanza lungo, pieno di dubbi, valutazioni prezzo-componentistica e confronti.

    Vi dico quali erano le mie tre scelte per quanto riguarda il comprare la mia nuova E-Mtb per il 2025.

    La prima era la Santa Cruz Bullit ma poi….

    Onestamente la mia prima scelta ricadeva sulla nuova Santa Cruz Bullit con motore Bosch di quinta generazione.

    Una E-Mtb da enduro con 170 mm di escursione dal carattere aggressivo, ero rimasto molto  colpito dalle recensioni positive che aveva ricevuto la “cugina” Santa Cruz Vala, la prima E-Mtb di Santa Cruz a non avere il sistema ammortizzante VPP, che condivide con la Bullit il sistema a 4 punti d’infulcro con giunto Horst. Quello che mi attirava erano le geometrie, l’animo da enduro, l’angolo di sterzo di 63.5°,l’estetica, il telaio in carbonio, la batteria da 600 Wh con possibilità di aggiungere un Range Extender o una batteria da 800 Wh after market e la presenza del motore Bosch di ultima generazione. Inoltre mi incuriosiva provare il nuovo ammortizzatore Fox Float X2.

    Mi hanno molto colpito le recensioni positive che leggevo da alcuni miei colleghi che l’hanno provata, dove emergeva un feeling abbastanza immediato, la facilità di conduzione nelle sezioni di trail più ripide e con molte asperità e l’ottimo comportamento del motore Bosch.

    Le cose che mi hanno fatto dire: “Non è lei”!

    Pensavo: la Santa Cruz Bullit è perfetta per me, ma c’era qualcosa che non mi convinceva appieno… nonostante l’indiscutibile qualità, il rapporto prezzo/componentistica non risultava particolarmente vantaggioso, monta la ruota da 27.5 al posteriore ( essendo io un amante delle full 29 ) e il peso di 22,3 kg per il modello non Top di gamma C 90 in taglia M non mi entusiasmava.

    E se la bici giusta fosse stata una Cannondale?

    La mia seconda scelta ricadeva sulla Cannondale Moterra SL1, una E-Mtb completamente diversa rispetto alla Bullit.

    Pesa meno di 21 Kg, il motore è di casa Shimano, la batteria è solo da 601 Wh, non c’è la possibilità di aggiungere un range extender e sul carro non è presente il giunto Horst.

    Mi incuriosiva molto la scelta degli ingegneri Cannondale riguardo al cinematismo del carro, introducendo un Flex Pivot e non inserendo il classico giunto Horst.

    L’angolo di sterzo di 62,5 °, il peso di soli 20,2 kg in taglia M, la possibilità di mettere la ruota da 29 anche al posteriore e nei vari test che ho trovato sul web emergeva la facilità di conduzione anche nei cambi di direzione e l’ottimo feeling con il motore Shimano EP801.

    Le geometrie della Cannondale Moterra SL1 erano molto allettanti per l’utilizzo che ne faccio io, una cosa molto interessante è l’altezza del movimento centrale di 33,5 mm possiamo dire decisamente più bassa della media.

    Le cose che mi hanno fatto dire: “Non è lei”!

    Ho però capito abbastanza velocemente che non era la bici adatta a me perchè, essendo un istruttore certificato di E-Mtb, avere solo la batteria da 601 WH era un pò limitante visto che solitamente con i corsisti facciamo anche dei lunghi giri in montagna e non avendo il range extender mi avrebbe limitato.

    Inoltre anche essa monta la ruota da 27.5 al posteriore e il prezzo era ancora un pò distante dalle mie possibilità visto che avrei dovuto comprare una ruota da 29 pollici.

    Alla fine quale E-Mtb ho scelto?

    Ho finalmente deciso che la Focus Jam² 6.9 sarebbe stata la mia bici, ma non è stata una scelta immediata. Ho passato settimane (forse mesi) a leggere recensioni, guardare video, confrontare i dati tecnici, ascoltare i consigli di amici e di clienti che avevano scelto la Focus Jam²

    Le geometrie segnano un angolo di sterzo di 65°, un Reach di 455 mm, escursione di 160 e 150 mm al posteriore e un interasse di 1239 mm in taglia M.

    Inoltre ero molto curioso di provare il nuovo motore Bosch Gen 5.

    Io pesando 56 Kg i quasi 26 Kg mi davano qualche perplessità visto che la mia precedente bicicletta aveva lo stesso peso e non mi sono trovato molto bene

    Non mi piaceva molto l’aspetto estetico con la grossa batteria da 800 Wh e anche i colori disponibili non mi dicevano niente di chè.

    Ero scettico anche sui freni TRP DH-R EVO perchè non gli avevo mai provati e quindi è stata una scelta quasi al buio.

    Quindi…? Sono stato assolutamente convinto dall’ottima offerta del mio negozio di fiducia (qualità/prezzo TOP !) e soprattutto dalle ruote full 29.

    Rimanete aggiornati che il prossimo articolo riguarderà il Test della mia Focus Jam² 6.9 2025

    E voi quale delle tre avreste scelto? Fammelo sapere nei commenti.

  • Porsche E-MTB 2026: Il Motore che cambierà le “regole del gioco”?

    Il marchio automobilistico Porsche si è introdotto nel mercato delle E-MTB nel 2021, senza però riuscire a lasciare un segno distintivo.
    Nel 2026 l’azienda di Stoccarda, al fine di sfidare la concorrenza tedesca, americana e cinese che dominano attualmente il settore con soluzioni innovative sia in termini di motore che assistenza e software, ha annunciato l’intenzione di sviluppare internamente i motori e le batterie di alto livello.

    Creazione della Divisione Ebike

    Nel 2022, Porsche ha fondato la Porsche Ebike Performance GmbH, con sede a Ottobrunn.
    Questa divisione è focalizzata sullo sviluppo di sistemi di trazione elettrica per biciclette, includendo motori, batterie e software di connettività. Attualmente conta circa 350 dipendenti, di cui 130 operano in Croazia.

    È importante sottolineare che Porsche Ebike Performance GmbH è nata in collaborazione con Ponooc Investment, la finanziaria olandese del Gruppo Pon, uno dei principali protagonisti mondiali nel settore delle biciclette, con un portafoglio di oltre 20 marchi iconici. Nel 2021 Pon è diventato il più grande gruppo di biciclette al mondo per volume di vendite e numero di brand.

    Alleanze strategiche:

    Per sviluppare internamente motori e batterie Porsche ha acquisito Greyp, azienda croata specializzata in e-bike ad alte prestazioni e dotata di un software molto avanzato.
    Successivamente, nel 2022, ha assunto il controllo completo di Fazua, impresa tedesca fondata nel 2013, nota per i suoi motori leggeri dedicati alle E-MTB light.

    Conclusioni e spunti finali

    Il 2026 non sarà esclusivamente l’anno del debutto di un nuovo motore Porsche, ma presumibilmente segnerà anche l’ingresso definitivo del marchio nel cuore del mercato E-MTB, con l’obiettivo di alzare gli standard tecnologici e qualitativi del settore.

    Nonostante nutra qualche dubbio riguardo al motore Fazua, soprattutto per i problemi riscontrati con il ride 60, legati alla connettività e al funzionamento intermittente, penso che Porsche potrà fare la differenza.

    Il progetto Porsche è senza dubbio ambizioso e coerente con la filosofia del brand: prestazioni elevate, tecnologia all’avanguardia e cura maniacale dei dettagli.
    Con la produzione dei motori in Germania e delle batterie in Croazia, Porsche mira a ridefinire il concetto di E-MTB di fascia alta.

    E voi, cosa ne pensate?

    Questo è l’inizio di una discussione aperta. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione a riguardo!

    Rimanete aggiornati su EbikeTech; non appena avrò novità sul marchio Porsche, pubblicherò sicuramente un nuovo articolo.

  • Specialized Turbo Levo Gen 4 2025: rivoluzione o evoluzione?

    Benvenuti su EbikeTech, il nostro spazio dove la tecnologia incontra il cuore pulsante della mountain bike elettrica. Mi chiamo Sebastiano Torselli e da quando ho scoperto l’ebike ho capito che la salita può essere  appassionante  quanto la discesa.

    Qui troverete test sinceri, novità dal mondo E-Mtb, consigli per scegliere la bici che potrebbe più fare al caso vostro e perchè no, magari anche un giro o un po’ di tecnica di guida insieme sui trails.

    Vi chiedo soltanto una cortesia, se dopo questo articolo siete inclini ad acquistare la nuova Specialized turbo levo Gen 4 per favore non usatela solo in questo modo  😉 ( con tutto rispetto per Acquaman )

    Ma Adesso spingiamo insieme il tasto On: il viaggio dentro il mondo Turbo Levo Gen 4 di Specialized inizia!!

    Ogni volta che Specialized lancia una nuova Turbo Levo, il mondo E-Mtb si ferma a guardare.
    Quest’anno, con l’arrivo della Gen 4 2025, le aspettative erano altissime.

    Dopo mesi di incertezza tra brevetti svelati e ritardi nella produzione, la nuova Turbo  Levo è finalmente realtà. Ma la consueta domanda è: ci troviamo davanti a una rivoluzione tecnica oppure ad un’ evoluzione di una bicicletta che era gia’ molto apprezzata soprattutto per la sua facilita’ di guida?

    Ammetto  di non aver ancora avuto la possibilità di mettere le mani sulla nuova Specialized Turbo Levo Gen 4 quindi se un giorno Specialized decidesse di farmi il favore….. e il piacere di provarla in taglia S3, vi prometto che sarà un test ride molto completo. Per ora mi limito a condividere qualche riflessione con voi per avere un confronto di opinioni e aspettative.

     Analizzeremo motore, batteria e display.

    Vedremo quali geometrie sono state apportate e vi dirò anche a chi la consiglierei.

    Motore e batteria:

    La prima novità è Il nuovo motore Specialized 3.1 di Brose, più potente e con 2 unità software differenti e non intercambiabili.

    Quest’anno Specialized ha voluto rendere ancora più speciale il modello top di gamma S-Works, infatti è l’unico che monta il software più potente, con ben 111 Nm di coppia e 740 Watt.  Tutti gli altri allestimenti invece hanno 101 Nm di coppia e 666 Watt.

    La batteria è di 840 Wh per stare al passo con la concorrenza, aftermarket puoi acquistare una batteria da 600 Wh e anche il range extender da 280 WH per ampliare la durata della tua batteria fino a 1120 Wh ( 840 + 280 Wh ), scelta  esagerata; per il mio uso  il compromesso migliore sarebbe 600 Wh, per alleggerire il peso della bici di circa 1,2 kg ed eventualmente l’aggiunta del range extender per quando voglio fare un giro più lungo.

    Una cosa molto interessante che vi devo segnalare è che il motore, anche quando la batteria  arriverà al 1%, continuerà a spingere senza andare in protezione a differenza di altri motori che dimezzano il livello di assistenza quando la batteria sta per esaurirsi.

    Sul manubrio troviamo il nuovo joystick ( molto carino e non invasivo ) e vicino alla serie sterzo un diverso display (master mind T3) che prende ispirazione dall’Apple Watch avendo l’accesso ad un sacco di dati molto utili, oltre ai soliti livello di carica batteria, livello di assistenza ecc.

    Un’altra novità la troviamo nella personalizzazione dei livelli di assistenza:

    ·  MicroTune (classico): ti permette di regolare manualmente l’assistenza del motore in incrementi del 10%, così puoi adattare la spinta alla situazione in tempo reale.

    ·  Dynamic MicroTune (novità Gen 4): regola automaticamente il livello di assistenza in base alla forza che si applica sui pedali, offrendo una risposta più intelligente, fluida e naturale, soprattutto nei tratti più tecnici.

    Il telaio è interamente in fibra di carbonio per tutti e 4 i modelli e si ispira allo schema  del modello  Stumpjumper 15, con ammortizzatore Genie di casa Fox da 150 mm e forcella FOX da 160 mm di escursione.

    Penso sia importante spendere due parole sull’ammortizzatore Genie (acronimo di Gradual Engagement Inertia Element) che e’ caratterizzato da una doppia camera ad aria e da un pistone mobile interno ed è stato progettato per simulare la progressività di un ammo a  molla ma con un peso minore e la facilità di regolazio di un  ammo ad aria. Quindi l’ammortizzatore Genie si dovrebbe comportare in modo più lineare e fluido fino al 70% di escursione diventando progressivo verso il fine corsa.

    Attenzione al SAG: il mio consiglio è di tenerlo al 30 %, la corsa dell’ammortizzatore e’ di 55 mm, quindi in base al vostro peso una volta che siete seduti sopra la bici l’O-ring deve essere a 16,5 mm di sag per avere il 30%.

    La scienza dietro la Guida: Tutto sulle geometrie della bici ( taglia S3) :   

    Le geometrie son variabili attraverso un flip-chip presente sul carro e una delle più importanti da cui vorrei partire è l’angolo di sterzo che equivale a 64,5° regolabile +/- 1°. Questo dato ci fa capire che la bici è pensata per l’All Mountain ma se si porta a 63.5° con una forcella con escursione maggiorata (fino a 180mm) diventa perfetta per l’utilizzo enduro.

    L’interasse è di 1223 mm, non è una bici lunga e l’interasse contenuto la rende la più agile nelle curve strette.

    L’ altezza del movimento centrale è di 350 mm, questo dato è molto interessante anche se parecchie  persone non lo prendono  in considerazione. ll movimento centrale è abbastanza elevato e sposta così il baricentro del rider più in alto.

    In sintesi differenze tra movimento centrale Alto o Basso:

    • Terreni accidentati: Alto per migliore capacità di attraversamento e maggiore angolo di attacco. 
    • Discese veloci: Basso per maggiore stabilità e controllo. 
    • Posizione in salita: Alto per facilitare la pedalata e la posizione di attacco. 
    • Curva e stabilità: Basso per maggiore controllo e stabilità in curva. 

    L’amatissimo e temutissimo peso:

     La Turbo Levo Gen 4 modello S-works taglia S3 con batteria da 840 Wh senza pedali e ruote tubeless pesa 23.7 kg mentre il modello “base” Comp Carbon pesa 24.4 kg.

    Il peso non mi sembra troppo entusiasmante essendo la bici interamente in fibra di carbonio e con un prezzo di partenza di 8000 euro.

    Questa Ebike, considerando le geometrie, la potenza del motore e la durabilità della batteria, la consiglio a chi cerca una bicicletta molto pulita a livello estetico, dalla facile conduzione e con batteria estraibile, adatta per ogni tipo di uscita e per chi vuole mettere sotto pressione questo motore su salite o passaggi  tecnici  anche se purtroppo rimane una mullet.

    Onestamente se siete alle prime armi vi consiglio di farvi settare il sag dell’ammortizzatore e anche della forcella da un meccanico specializzato.

    Non consiglierei questa bicicletta per chi sta cercando una E-Mtb da enduro con animo super race o per chi  è un amante della pedalata tradizionale , sempre in ambito Specialized vi consiglierei più la turbo levo SL con minor Nm di coppia, peso inferiore ai 20 kg e batteria più piccola.

    FRENI:

    Non siate scettici sui freni Sram Maven, io li ho provati e ne sono entusiasta, mi azzardo a dire che personalmente sono tra i freni commerciali meglio riusciti degli ultimi anni.

    After market:

    Sulla base delle mie esperienze professionali vi posso assicurare che Specialized è uno dei brand migliori e più rapidi nel fornire assistenza e garanzia ai propri clienti nel servizio aftermarket.

    Grazie per essere arrivato fino a qui, ho cercato di darvi del valore aggiunto anche sulla  base delle mie conoscenze ed esperienze professionali.

    Quindi evoluzione o rivoluzione…. Io la considero un’evoluzione sostanziale con delle interessanti novità.

    Voi cosa ne pensate ?

    Vi chiedo di lasciare un commento qui sotto e condividere la recensione sui vostri canali social.

    Seguitemi anche su tutte le piattaforme social che vi elenco qui di seguito e soprattutto la cosa più importante andate in bici!!

    Ci vediamo sui trails.

    Per maggiori info : Specialized.com